In breve
Un pavimento antipolvere in calcestruzzo non nasce da uno strato in più ma da un trattamento che entra nella lastra e la consolida. L'impregnazione è il più leggero dei 4 sistemi in resina che proponiamo e copre una fascia precisa di casi. Magazzini a traffico leggero, pavimentazioni nuove, interventi rapidi. In questo articolo spieghiamo cosa fa, dove basta, dove serve un sistema più spesso e come scegliamo i cicli Permatop, Permasil e Permaguard.
Pavimento antipolvere: il difetto sta nello strato più sottile della lastra
Il pavimento industriale che costa meno da costruire è quello che costa di più da tenere pulito. Un rivestimento in calcestruzzo grezzo sembra infatti finito il giorno della posa, invece lo strato superficiale è la parte meno compatta della struttura. È lì che l'usura si manifesta ed è lì che il traffico lavora. Le ruote dei carrelli infatti lo sgretolano, l'attrito lo riduce in polvere fine ed infine gli "spostamenti d'aria" la spostano da un capannone all'altro senza toglierla.
Il paradosso di tutto ciò è che il problema si vede tardi. Nei primi mesi la superficie tiene, poi lo sfarinamento (la perdita progressiva di materiale fine dalla superficie del calcestruzzo) accelera, perché ogni passaggio scopre uno strato ancora meno protetto. A quel punto la polvere non è più un tema di pulizia: si posa sulla merce, entra nei quadri elettrici, nei cuscinetti dei mezzi e nelle schede dei muletti. Si respira.
La sfida: porosità, abrasione e una polvere che non è innocua
Lavorano insieme 2 meccanismi. Il primo è l'abrasione, che asporta la superficie. Il secondo è la porosità: un calcestruzzo non trattato assorbe acqua, oli e liquidi di lavorazione, le macchie entrano in profondità e la pulizia le spalma anziché rimuoverle. I 2 meccanismi si alimentano a vicenda e lo sfarinamento cresce.
A questo si aggiunge una dimensione che i responsabili di magazzino sottovalutano: la polvere del calcestruzzo contiene frazioni di silice cristallina. Per la frazione respirabile generata dai processi di lavoro, la direttiva (UE) 2017/2398 fissa un valore limite di esposizione professionale di 0,1 mg/m³, da recepire negli Stati membri entro il 17 gennaio 2020. Un pavimento che sfarina è quindi potenzialmente una sorgente di polvere dentro un luogo di lavoro. Chi non interviene paga 3 volte: pulizia, usura dei mezzi e della merce, infine il rifacimento, perché una superficie lasciata sgretolarsi per anni non si recupera con un trattamento leggero.
La soluzione: proteggere senza aggiungere uno strato
L'impregnazione (un trattamento che penetra nel calcestruzzo e lo consolida dall'interno, senza formare una pellicola visibile) rovescia la logica del rivestimento: non copre il difetto, lo elimina dove nasce. Il prodotto chiude la porosità, il rivestimento trasparente che resta in superficie aumenta la resistenza all'usura e riduce l'assorbimento dei liquidi, mentre la superficie resta come si vede. Per questo motivo è la scelta che consigliamo quando il supporto è sano e i carichi sono moderati. I prodotti di questi cicli sono nostri: Permatop e Permasil fanno parte della linea Syntocret, che studiamo e produciamo nei nostri laboratori. Sono formulati a base acqua o privi di solventi, con VOC (composti organici volatili) estremamente ridotti, conformi alla norma UNI 10966 e alle regole dell'Ente Nazionale CONPAVIPER, di cui siamo soci.

Permatop, il ciclo di riferimento per un pavimento antipolvere trasparente
È il ciclo che scegliamo quando la superficie deve restare come si vede, quindi protetta. Permatop Clear è un protettivo epossidico bicomponente in soluzione acquosa, antipolvere, antiolio e antimacchia, con effetto lucido, per interni: si stende a rullo o a pennello, 20-60 g/m² per mano, di norma in 2 mani. Dove il traffico è più intenso o la superficie è esposta agli agenti atmosferici entrano Permatop 2K e Permatop WK Opaco, poliuretanici all'acqua, resistenti ai raggi UV e pigmentabili secondo cartella RAL.
Permasil, l'impregnante monocomponente che lavora in profondità
Permasil S è invece un impregnante monocomponente incolore in emulsione acquosa, pronto all'uso. Penetra nel calcestruzzo per 20-30 mm secondo la compattezza e la porosità del supporto, riduce la porosità superficiale di oltre il 70% e resiste a oli, carburanti e sali, con un consumo di 180-200 g/m² per 2 mani su calcestruzzo grigio. Non è infiammabile e, applicato in fase di esecuzione, funge anche da anti-evaporante; Permasil L è la variante dello stesso ciclo per chi cerca un effetto più leggero.
Permaguard e i casi in cui l'impregnazione non basta
Permaguard è infine il ciclo dedicato ai contesti in cui il consolidamento deve spingersi oltre lo strato superficiale, mantenendo la superficie a vista. Il confine, invece, è netto. Quando la pavimentazione esiste già ed è deteriorata, l'impregnazione da sola non lavora: lucidiamo la superficie e la trattiamo con nanotecnologia ai silicati, un indurente chimico che solidifica il calcestruzzo e resiste ai fenomeni atmosferici. In situazioni completamente diverse e quindi con dislivelli, buche, usura marcata o traffico veicolare intenso i sistemi giusti sono altri (pellicolare, multistrato o massetto epossidico) e lo decide il sopralluogo, non un catalogo.

Cosa cambia nei prossimi due anni, dentro e fuori il magazzino
Guardando avanti, la direzione la indicano già i formulati a base acqua, che riducono i solventi, l'odore in cantiere e i tempi necessari per rimettere in uso il pavimento. Nei prossimi 12-24 mesi i capitolati daranno sempre più peso alla sostenibilità e alla documentazione che la dimostra, dalle schede tecniche alla tracciabilità del ciclo applicato.
Per questo motivo crediamo che la vera novità non arriverà da un prodotto ma dalla diagnosi e dalla competenza dei tecnici. Saper ad esempio distinguere per tempo una lastra da proteggere da una lastra da ricostruire, vale più di qualsiasi formulato, perché evita di spendere troppo nel primo caso e troppo poco nel secondo.
Lo stesso principio, cioè proteggere senza aggiungere, vale anche fuori dal magazzino: nelle autorimesse e nei parcheggi coperti, nelle aree di stoccaggio delle produzioni alimentari, nei piazzali e in tutte le superfici esposte. La domanda da porsi resta pertanto sempre la stessa, ovvero se il supporto è sano e se i carichi sono moderati. Quando la risposta è sì, l'impregnazione basta; quando è no, conviene salire di sistema e il primo gradino è il sistema pellicolare.
Una diagnosi prima che un prodotto
In definitiva, un pavimento antipolvere ottenuto per impregnazione è la risposta più economica e più rapida a un problema che nasce nello strato più sottile della lastra, a patto che la superficie sia ovviamente sana. Il valore, infatti, non sta tanto nel prodotto quanto nella capacità di capire in quale caso ci si trova, prima che lo sfarinamento trasformi un trattamento leggero in un rifacimento.
È il motivo per cui da noi il sopralluogo viene sempre prima del preventivo. Misuriamo compattezza, porosità, umidità del supporto, contesto ambientale e l'attività che viene svolta sopra il pavimento. Poi scegliamo il ciclo e lo mettiamo per iscritto.
Chi entra in un magazzino e trova un pavimento grigio e pulito, di solito, non pensa al trattamento che c'è sotto: è proprio questo il segno che ha funzionato.
Domande frequenti
Si può impregnare un pavimento vecchio?
Sì, a patto che il calcestruzzo sia compatto e senza buche o dislivelli. Se la superficie è già sgretolata, prima la lucidiamo e la consolidiamo con la nanotecnologia ai silicati, poi applichiamo l'impregnante. Quando invece il supporto ha danni strutturali, oppure il traffico dei mezzi è intenso, l'impregnazione non basta più e si passa a un sistema pellicolare, multistrato o a massetto. A dirlo con certezza è il sopralluogo, durante il quale misuriamo compattezza, porosità e umidità del supporto.
Quanto tempo resta fermo il magazzino durante il trattamento?
Molto poco, perché i nostri prodotti sono a base acqua e si stendono a rullo, un settore alla volta. Permatop Clear, per esempio, è fuori polvere dopo 1 ora e fuori impronta dopo 2, mentre la mano successiva si può dare dopo 3-4 ore. I tempi per rimettere il pavimento in esercizio dipendono dal ciclo scelto, dalla temperatura del supporto e dall'estensione della superficie, per questo li scriviamo nel programma dei lavori prima di cominciare. Di norma un magazzino in attività si tratta senza doverlo chiudere.
Un pavimento antipolvere trattato a impregnazione cambia aspetto?
No. Il prodotto penetra nel calcestruzzo e la superficie resta a vista, color cemento, con un effetto neutro oppure leggermente bagnato a seconda del ciclo. Non si forma nessuna pellicola visibile, per cui non cambiano né il colore né la texture del supporto. Chi desidera invece una superficie colorata può scegliere Permatop 2K o Permatop WK Opaco, che si pigmentano secondo la cartella RAL.

