Chi siamo.
Dal 1979, a Conegliano, produciamo resine per pavimenti e rivestimenti e le portiamo in cantiere. Il tempo trascorso da allora non è un traguardo da esibire: è quello che serve per sapere che cosa succede a un pavimento dopo dieci inverni.

Ricerca e produzione interne
Sviluppiamo le formulazioni nel nostro laboratorio, le produciamo, le forniamo agli applicatori di tutta Italia e, su richiesta, le posiamo noi. Recuperiamo superfici che sembravano perse, ne restauriamo altre, ne costruiamo di nuove. Cambia il contesto, non cambia il criterio: un pavimento vale quanto dura.
Abbiamo un laboratorio, non un magazzino. Le formulazioni epossidiche e poliuretaniche nascono qui, dai nostri tecnici, e qui vengono provate prima di arrivare in cantiere: resistenza meccanica, aderenza, flessibilità, tempi di catalisi, viscosità.
Ogni lotto di produzione è tracciato, archiviato e certificato. Di ogni pavimento sappiamo dire da dove viene la resina che lo compone e perché si comporterà come deve. Quando un settore chiede qualcosa che a catalogo non esiste, come un ciclo che regge il lavaggio quotidiano a caldo oppure una finitura che non teme gli oli, la risposta si costruisce qui dentro.
È anche il motivo per cui possiamo correggere una formulazione a metà strada. Il fondo di un capannone del 1978 non è quello di un reparto nuovo: un prodotto uguale per tutti andrebbe bene solo su una superficie che non esiste.
Il metodo di lavoro
Un pavimento in resina non si decide a tavolino. Si decide sul fondo che c’è, con i suoi difetti, la sua umidità e la storia di quello che ci è passato sopra. Ogni intervento comincia allo stesso modo e nessuno di questi passaggi si salta, nemmeno quando il cantiere ha fretta.
- Sopralluogo. Guardiamo l’ambiente in cui il pavimento dovrà vivere, non solo lo spazio da coprire.
- Misurazioni. Umidità, spessore e qualità del fondo: sono questi tre valori a decidere la riuscita, molto prima della finitura.
- Campionatura. Campioni fisici da toccare, per vedere resa cromatica e finitura prima di posare invece che dopo.
- Progettazione. Tecniche, prodotti e tempi si definiscono dopo il sopralluogo. Mai prima, mai in serie.
I tempi che indichiamo li rispettiamo perché ogni passaggio segue un protocollo interno, non l’esperienza del singolo posatore.
Formuliamo. Produciamo. Posiamo.

I settori in cui lavoriamo
Lavoriamo per aziende medie e grandi in tutti i settori produttivi, dei servizi e del commercio, oltre che nel residenziale di pregio. Hanno una cosa in comune: il pavimento è parte del processo, non un dettaglio estetico. Un fermo di tre giorni costa più del pavimento stesso.
- Industria alimentare e bevande. Superfici conformi HACCP, non porose, che reggono lavaggi aggressivi e sbalzi termici.
- Meccanica, metalmeccanica e automotive. Carrelli elevatori, oli, urti e transito pesante tutti i giorni.
- Logistica e magazzini. Planarità, resistenza all’abrasione e tempi di riapertura brevi.
- Sanitario, laboratori e farmaceutico. Pulibilità e bassa emissione, che qui non sono preferenze.
- Cantine, birrifici e agroalimentare. Acidità, umidità e passaggi di carrelli in continuo.
- Uffici, retail e spazi commerciali. Dove il pavimento deve anche essere bello e restare tale.
- Residenza e recuperi storici. Dal cocciopesto alle superfici continue in interni.
Accanto alle aziende ci sono i progettisti. Architetti, ingegneri, interior designer e direzioni lavori ci cercano per risposte tecniche verificabili e perché possiamo anticipare il risultato con un campione fisico, prima che la scelta diventi definitiva.
Il rapporto con gli applicatori
Il nostro lavoro principale è produrre i cicli e accompagnarli fino al cantiere, in collaborazione con gli applicatori italiani. Con loro non ci mettiamo in concorrenza: mettiamo a disposizione quello che sappiamo, dalla scelta del ciclo al comportamento del prodotto sul fondo che si troveranno davanti.
Il servizio di posa diretta, che assicuriamo dal 1979, resta disponibile su richiesta. Serve a chi non ha un applicatore di fiducia, a chi preferisce un unico interlocutore dal sopralluogo alla consegna e a chi ci chiede di occuparci di tutto perché il tempo di fermo va ridotto al minimo.
Documentazione e cantieri filmati
I cantieri fatti dal 1979 producono una quantità di risposte che non entra in una pagina. Nella nostra area informativa trovi guide sui pavimenti industriali settore per settore, casi reali raccontati con i numeri del cantiere, confronti fra cicli e le norme che riguardano chi produce alimenti o gestisce un magazzino.
Sul canale YouTube le stesse lavorazioni si vedono in cantiere, dalla preparazione del fondo alla finitura. Molte domande che riceviamo al telefono hanno già una risposta lì. Spesso è la stessa che daremmo sul posto.
Sostenibilità e durata
Una superficie in resina si rinnova sovrapponendo una nuova finitura, senza demolire il fondo. Detto in modo diretto: è un pavimento che non diventa macerie. Prima di ogni dichiarazione ambientale c’è questo, ed è anche il calcolo che proponiamo quando un cliente confronta un recupero con un rifacimento.
Il resto viene dal modo in cui produciamo. Cicli a bassa emissione di VOC (composti organici volatili: le sostanze che evaporano durante la posa e restano nell’aria), formulati senza solventi oppure a base acqua, adatti anche agli ambienti alimentari e sanitari. In sede un impianto fotovoltaico alimenta buona parte dei processi. Lavoriamo secondo gli standard europei di qualità e sicurezza e le linee guida CONPAVIPER, con la piena tracciabilità dei materiali.
Nel 1979 qui c’era un’officina che studiava resine. Oggi c’è un laboratorio, una produzione, una squadra di posa e qualche migliaio di pavimenti in giro per l’Italia che continuano a fare il loro lavoro. Il criterio, però, è rimasto quello del primo giorno.
